|

Preparazione

Il reperaggio ecografico in fase di preparazione e durante l'intervento


Lo studio ecografico completo della zona su cui si procederà con l'intervento permette di precisare la natura della lesione (a predominanza solida o liquida) che si andrà ad infiltrare o aspirare, la sua profondità e la vascolarizzazione. Questa operazione permette poi di precisare i rapporti di vicinanza del bersaglio terapeutico con le strutture vascolo-nervose, tendinee ed articolari.

 

L'esame ecografico pre-intervento può fornire una stima della viscosità del fluido accumulato, aiutando così nella scelta dell'ago di calibro corretto per procedere nell'aspirazione.

 

Queste informazioni possono guidare l'operatore nella scelta del punto di ingresso dell'ago, del tipo di materiale da utilizzare e l'eventualità di un'anestesia locale. Questa, tuttavia, non è necessaria nella maggior parte delle iniezioni di strutture facilmente accessibili.

 

La sonda ecografica utilizzata ha una frequenza in funzione della dimensione e della profondità della lesione da trattare.

 

Per quanto riguarda le tecniche di infiltrazione intra-articolari, queste possono variare da operatore ad operatore, in particolare per quanto riguarda le modalità di asepsi e la via di ingresso.

 

Per ridurre il rischio di contaminazione, è preferibile avere scelto precedentemente, durante l'operazione di reperaggio ecografico, la sezione da visualizzare durante l'intervento, la posizione più congeniale della sonda ed il punto di ingresso dell'ago, in modo da procedere con un gesto il più breve possibile e di non ripetere il passaggio della sonda sul punto di ingresso.

 

Durante l'intervento, la progressione dell'ago è seguita in tempo reale sotto forma di una linea iperecogena, quando il suo asse è parallelo a quello della sonda ecografica.

 

Dei piccoli movimenti di “va-e-vieni” aiutano a seguire meglio il tragitto dell'ago quando le costrizioni anatomiche non permettono al tragitto di quest'ultimo di essere parallelo alla sonda. In questo caso, solo l'estremità dell'ago viene identificata sotto forma di un punto iperecogeno.

La visualizzazione dell'ago può essere facilitata attraverso l'iniezione di una ridotta quantità di aria, di siero fisiologico o di anestetico.