|

L'esame ecografico muscoloscheletrico

Proprietà fisiche degli ultrasuoni


Gli ultrasuoni emessi dalla sonda ecografica ritornano ad essa in quanto in parte riflessi secondo le caratteristiche del tessuto analizzato. In questo modo è possibile produrre un' immagine bidimensionale dell'area investigata.


La quantità di ultrasuoni che la sonda riceve dipende dal tipo di struttura esaminata. Una grande quantità di ultrasuoni torna indietro se il fascio investe una struttura dura come l'osso, al contrario, una quantità minima viene riflessa se la struttura colpita è liquida.

Questa proprietà permette di distinguere i tessuti in base al loro 'comportamento ecografico'.


L'angolo di incidenza con cui il fascio ultrasonoro incontra l tessuti influenza la quantità di onde che ritornano alla sonda. Più il fascio colpisce perpendicolarmente la struttura in esame e maggiore è la quantità di ultrasuoni che tornano indietro. L'abilità dell'esaminatore risiede perciò nel dirigere il fascio di ultrasuoni il più perpendicolare possibile alla struttura anatomica per individuare tessuti che si comportano in modo diverso in relazione all'angolo di incidenza con il quale vengono insonati.


Ad esempio, un tendine investito perpendicolarmente dal fascio ultrasonoro appare come un cerchio bianco in quanto il tendine riflette molti ultrasuoni alla sonda. Se il fascio ultrasonoro incide invece con un angolo inferiore ai 90o sul tendine questo appare come un cerchio nero, in quanto gli ultrasuoni non ritornano alla sonda. E' dunque sufficiente modificare di poco l'angolo di incidenza per vedere cambiare il colore della struttura dal bianco al nero. L'esaminatore esperto utilizza questo stratagemma per assicurarsi che la struttura che sta osservando sia proprio un tendine.


L'ecografia muscoloscheletrica


L'esame ecografico permette di individuare le strutture che compongono l'articolazione: la caspula articolare, la membrana sinoviale, la cartilagine ed i legamenti.


In questo modo, è possibile identificare con sicurezza le strutture alterate ed intervenire terapeuticamente con precisione.


Le immagini ottenute con la sonda ecografica sono in real-time, ed è quindi possibile seguire costantemente ogni tipo di l'intervento. Questo consente di prelevare materiale biologico, iniettare farmaci precisamente nel punto di interesse, lavare raccolte ascessuali all'interno di un'articolazione, di una borsa di un ventre muscolare o rimuovere calcificazioni presenti in prossimità dell'inserzione dei tendini.


I rilievi ecografici fondamentali comprendono:

 

Cavità articolare


L'ecografia permette di visualizzare i due capi ossei, la capsula articolare che delimita la cavità articolare che, se non è infiammata, è spesso virtuale. Spesso, tra i due capi ossei si osserva una struttura ecogena detta cuscinetto adiposo.

Tra questa struttura e la corticale ossea, che è fortemente iperecogena, vi è la cartilagine articolare.


Oltre alla membrana sinoviale, a livello dell'articolazione infiammata è possibile distinguere il liquido sinoviale. In un'infiammazione articolare acuta la cavità articolare è generalmente ripiena di liquido sinoviale completamente anecogeno, nero.


Erosione ossea


La corticale ossea è fortemente iperecogena in quanto l'osso riflette quasi tutto il fascio ultrasonoro quando viene colpito a 90o. Se vi è un'erosione si osserva un'interruzione della linea iperecogena. 

I moderni apparecchi ad alta frequenza permettono di individuare interruzioni di soli 0,1 -0,2 mm.


Tendini


Il tendine ha una struttura fibrillare ben caratterizzata ecograficamente. La perdita dell'aspetto fibrillare è perciò un chiaro segno di alterazione. E' possibile distinguere se l'altrerazione è legata ad un processo acuto, infiammatorio o cronico con deposizione di tessuto fibroso. Nel primo caso si avrà un aumento di diametro del tendine che apparire iperecogeno, le fibrille perdono la loro disposizione regolare. Nel secondo caso  la zona alterata non perde ecogenicità, ma scompare l'aspetto fibrillare.


Alcuni tendini sono rivestiti da una guaina sinoviale nel cui interno si trova uno spazio virtuale, ma, quando infiammati, analogamente a quanto avviene nel cavo articolare, presentano uno spazio ripieno di liquido sinoviale che appare all'indagine ecografica di colore nero.